Sunday, January 17, 2010

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Nasce il Movimento Uomini Beta


http://www.uominibeta.org/

born the Movement of Men Beta. It was not easy reaching this point. Indeed. It 'been a very difficult path for people with our cultural and policy which do not intend to fail for no reason at all, take note of process that is consumed in the last forty years in the relations between the sexes.


Many of us, as was the normal case, have even, at the time, greeted with enthusiasm the explosion of feminism, a movement identified as capable of powerfully and radically transform the state of things.

E 'was very painful for us, take note that this movement, which aimed to "liberate" women (and men too) with a view to building a freer, more just , more equal, is in fact become one of the potenti strumenti di cui il sistema dispone per la perpetrazione del suo dominio sociale sugli uomini, innanzitutto, ma in fondo anche sulle stesse donne, autoridottesi a vivere secondo i dettami e i valori dello stesso sistema dominante.
Se tutto ciò sia avvenuto in buona o in cattiva fede, non ha nessuna importanza. Sarebbe come chiederci se Stalin lo fosse quando calpestava clamorosamente gli ideali del socialismo…

Non c’è consapevolezza di quanto avvenuto, soprattutto da parte della moltitudine degli uomini “normali”, quelli che, a differenza di coloro “che non devono chiedere mai”, per dirla con un vecchio spot advertising, are forced to "always ask".

Feminism is in fact became the hat of a mystifying and ideological system, whereby, within its real dynamics, the vast majority of women, consciously or not, accomplices of the capital market and instrumental reason and utilitarian.

The Left (political and cultural) has chosen to marry the feminist interpretation of history and reality that considers every case, all men as oppressors and murderers, and all women as oppressed and victims.

We not only do not feel true, or only partially true, this axiom, but we believe that such a theory is imbued with a substantial indifference that has also contributed significantly to weaken the arguments of those who own this world would really transform it.

We know that ours is a very difficult challenge. We have before us an opponent able to deploy a massive capacity of conditioning and manipulation of culture, media and psychological care of individuals, as perhaps never happened before in history.

's not all. We need to break an invisible cage, breaking the taboo that forbids that, under penalty of exclusion dal contesto sociale e l’esposizione al pubblico ludibrio, di esprimere anche solo il minimo dissenso nei confronti di ciò che è considerato non suscettibile di alcuna possibilità di critica: l’universo femminile e le sue sorti magnifiche e progressive.

La strategia dell’avversario si articolerà in più momenti. In una prima fase ci seppelliranno sotto una coltre di silenzio e indifferenza. Faranno di tutto cioè per renderci invisibili.

Successivamente, se il nostro movimento saprà, fra centomila difficoltà, conquistarsi un suo spazio, passeranno alla controffensiva. Cercheranno di distruggerci innanzitutto dal human point of view and personal, with the aim, of course, affect our ideas. It 'happened and it happens everywhere, unfortunately, and systems of domination are more sophisticated and are more powerful.

We will say that we are actually masked by macho right-wing liberals, we labeled as conservatives and reactionaries who try to infiltrate the left, that we are chauvinists, sexist, racist and even fascist. So far, politically motivated insults.

Then pass to personal insults. We will say that we are in the throes of a psychotic delusion, will give us the "losers", the "processes", dei “segaioli”, dei frustrati. Ci spiegheranno che il problema siamo noi stessi, incapaci di relazionarci, in quanto tali, con le vette di libertà, evoluzione, autonomia e quant’altro, raggiunte dall’universo femminile.

Infine, anche se in palese contraddizione con le idee e i valori di cui dovrebbero essere portatrici e portatori, ci “accuseranno” anche di essere fondamentalmente degli omosessuali, attribuendo, in questo caso, un valore negativo al concetto stesso di omosessualità. Perché è ovvio (questo il paradigma), che solo un maschietto frustrato, fondamentalmente omosessuale ma talmente inetto da non avere il coraggio di ammetterlo, può non essere in grado di apprezzare sempre e comunque l’essere e l’operare delle donne. Di tutte le donne.

Con tutto questo dovremo fare i conti. Lo sappiamo fin d’ora. Aderire e portare avanti apertamente le idee del nostro Movimento comporterà, per coloro che sceglieranno di farlo, il rischio concreto di essere additati al pubblico ludibrio e di essere esclusi dal contesto sociale.

Tutto questo fa paura. Non c’è dubbio. Non è una paura fisica, non si teme per la propria vita. Si ha il terrore di rimanere soli, isolati, di essere espulsi da ogni forma di socialità, di essere condannati alla marginalità e ad una sorta di deserto esistenziale. Per gli uomini “di sinistra” il rischio è ancora maggiore, ovviamente. Perché si tratta di fare una fatica doppia o tripla rispetto agli altri.

Siamo però altrettanto consapevoli di un’altra cosa. E cioè che dietro questa paura ci sono tanti uomini, tanti, che hanno cominciato a ragionare con la propria testa, a sviluppare una consapevolezza critica, ma non hanno interlocutori, punti di riferimento.

In altre parole, come si sarebbe detto una volta, sono disarmati culturalmente e politicamente.

Siamo nati per questo, per offrire una sponda e anche una casa a tutti coloro che hanno cominciato ad interrogarsi sulla loro condizione di uomini in quest’epoca storica e in questa parte di mondo e che per questo non si sentono affatto dei maschilisti, dei razzisti o dei fascisti. Tutt’altro.

Siamo nati proprio perché facciamo nostri i valori di eguaglianza, di libertà e di liberazione da ogni forma di sfruttamento e di oppressione e sfidiamo il femminismo ( e le sue contraddizioni) proprio su questo terreno. Lo stesso terreno che le femministe scelsero per portare avanti le loro rivendicazioni.

Per questo non abbiamo alcun timore; perché siamo consapevoli della forza delle nostre ragioni che tenteranno in ogni modo dapprima di oscurare e poi di denigrare, ma che non potranno mai cancellare.


Fabrizio Marchi


www.uominibeta.org/2009/12/02/non-abbiamo-paura


GIUBIZZA
www.giubizza.tk

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